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Commercio, caccia al ladro!

Nazionale -

Accade molto spesso che agli operatori del commercio venga richiesto dai datori di lavoro di sostituirsi alla vigilanza e di sorvegliare le merci all'interno dei posti di lavoro, mettendole così al sicuro da taccheggiatori e malintenzionati.

Questo si verifica sia nelle grandi catene del commercio e di grande e piccola distribuzione, sia nei negozi di proprietà di privati. Furti e rapine, che si verificano molto più spesso di quanto si possa pensare, non di rado hanno risvolti violenti.

E' vero che non esiste una normativa specifica in merito, ma è altrettanto ovvio che la sorveglianza e il pedinamento di soggetti individuati come possibili taccheggiatori, espone i lavoratori a grandi problemi di sicurezza, nell'eventualità di una reazione brusca, ed è assodato che non esista alcuna clausola in nessun contratto che preveda che un lavoratore debba svolgere delle mansioni che non siano previste fra le sue competenze.

In particolar modo nei centri commerciali e negli outlet – ovvero in quei luoghi spesso sovraffollati- è necessario ridurre il rischio di aggressione nei confronti dei lavoratori. Troppo spesso, oltretutto, registriamo la carenza di RLS (Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza) all'interno dei negozi, che ha come compito anche quello di contribuire a realizzare un'effettiva prevenzione dei rischi, secondo quanto previsto dal D. lgs. 81/08.

Gli addetti alla sicurezza armata e non armata ricevono, invece, un addestramento specifico, che insegna loro soprattutto come gestire le reazioni dei ladri, in particolar modo quelle violente. Vengono inoltre sottoposti a periodiche visite di idoneità e sono in possesso di autorizzazioni prefettizie.

Infine le richieste aziendali nei confronti degli addetti vendita di sorvegliare e controllare individui, violano la normativa sulla privacy, nel momento in cui vengono mostrate loro immagini di taccheggiatori seriali da tenere d'occhio. E questo accade piuttosto di sovente. Mentre gli addetti alla vigilanza sono autorizzati a visionare i filmati delle telecamere di sorveglianza, laddove siano installate, lo stesso non si può dire delle lavoratrici e dei lavoratori del commercio.

E' necessario considerare che il furto, all'interno di un'attività commerciale è un evento prevedibile e in quanto tale va inquadrato all'interno del piano di gestione aziendale. Spetta pertanto al datore di lavoro definire un piano di misure preventive di dissuasione, in funzione della tipologia e delle dimensioni dell'attività commerciale, del prodotto in vendita, del territorio.



Con la collaborazione di Rete Iside Onlus e Marco Spezia